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Eventi nei dintorni

3 aprile - 'A Naca - Catanzaro

Processione di origine seicentesca che si snoda per le vie e le piazze del centro storico cittadino. La Naca, ovvero la portantina dove Gesù è deposto, portata a spalla, a rotazione dalle confraternite e dalle cappelle delle arti e dei mestieri. Deve rispettare alcune regole che si tramandano da quattro secoli, con diverse stratificazioni: stendardo, gonfalone, croce di penitenza, gonfalone di San Giovanni, del Rosario e dell' Immacolata. A seguire le croci: nera, rossa, bianca del Carmine; rossa di San Giovanni; nera del Rosario; celeste dell'Immacolata. Seguono gli ordini religiosi, gruppi ed associazioni, i ragazzi degli istituti, i seminaristi,i diaconi, i parroci, i canonici, il vescovo, e poi la Naca, seguita dalla banda musicale, le autorità civili e quelle militari in grande uniforme, l'Addolorata e per finire i fedeli. Il tutto viene accompagnato, da una marcia funebre, al suono di una tromba che emette squilli molto lenti formati da tre sole note e di un tamburo, suonato allo stesso modo: questo è il passo del Cristo che si avvia al Calvario.

3-4 aprile - Rito dei Vattienti - Nocera Terinese (CZ)

Mentre si svolge la processione con la statua della Madonna dell’Addolorata, per le vie del paese si aggirono i Vattienti, si battono con un pezzo di sughero che prende il nome di “cardo”, nel quale sono collocati, bloccati nella cera, 13 pezzettini di vetro che fuoriescono di pochi millimetri. I Vattienti hanno la testa avvolta da un panno nero ed una corona che non ha aculei, ma è un ramo di “sparaconga” che viene lavorato in modo tale da formare una corona e indossano un paio di pantaloncini corti per lasciare scoperte le cosce. Ognuno di loro è allacciato con una cordicella all’Ecce-Homo (un compagno), alla vita un panno rosso che scende fino alle caviglie. Con gli strumenti penitenziali, detti la rosa e il curdo, formati da tamponi di sughero infissi da pezzi di vetro, i Vattienti si percuotono, con movimenti ritmici, le cosce e i polpacci e poi passano la rosa bagnata del loro sangue sul petto dell’Ecce-Homo. Girano per le strade mischiati alla processione e quando sono vicini alla statua della Madonna, fanno il segno della croce, si percuotono e versano il loro sangue ai piedi della Vergine.

2-5 aprile - La settimana santa -  Badolato Superiore (CZ)

Questo caratteristico Borgo Medievale, con le sue undici chiese, le tre ultrasecolari Confraternite, le tredici processioni, la presenza nel tempo d’importanti ordini religiosi (Basiliani, Francescani, Domenicani) dimostra quanto forte e sentita sia, la tradizione religiosa. La Settimana Santa ha inizio la mattinata del Lunedì Santo con la visita al Santissimo, esposto alla Chiesa Matrice del SS. Salvatore, da parte della Confraternita di S. Caterina D’Alessandria. Il Giovedì Santo è dedicato alla preparazione della Cena Domini nella Chiesa Madre con la vestizione degli Apostoli, la rappresentazione dell’Ultima Cena e la consegna ai fedeli del Pane Benedetto. Il Venerdì Santo le chiese sono parate a lutto. Le campane rimangono mute e soltanto il suono antico dei “toccareri”, preannuncia la morte di nostro Signore Gesù Cristo. Nell’aria si respira un qualcosa di particolare e con il sopraggiungere delle prime luci dell’alba, dal Convento di S. Maria degli Angeli, una Croce Penitenziale percorre sommessamente tutto il lungo percorso che dal Convento Francescano porta al Borgo Antico. A seguire, un corteo di fedeli oranti canta le preghiere devozionali della Via Crucis, giungendo lentamente a visitare tutte le chiese del Borgo, adornate a lutto. Terminato il mesto rito, ci si prepara a svolgere quanto previsto nel resto della giornata. La processione del Venerdì Santo:dalla chiesa di S. Domenico, alle ore 14.00, inizia la Processione Devozionale con tappe che vanno a percorrere le vie del Borgo Antico, giungendo sino al Convento Francescano. Dopo una breve sosta, la processione riparte per fare ritorno alla chiesa di S. Domenico. La rappresentazione dei misteri dolorosi del sabato santo vede il coinvolgimento di oltre 200 "figuranti"e la partecipazione a pieno titolo di due delle tre ultrasecolari Confraternite presenti e operanti a Badolato: Maria SS. Immacolata e S. Caterina D'Alessandria d'Egitto. Alle ore tredici sì da inizio alla processione penitenziale con partenza dalla Chiesa dell'Immacolata e con il seguente ordine sequenziale d'uscita: avvia ed apre la lunga processione la Croce di Penitenza con i Simboli della Crocifissione e a seguire, dei Confratelli facenti parte del gruppo cantori recita, in punti prestabiliti, canti tradizionali della Settimana Santa derivanti dalle Massime Eterne e dalle Vie Crucis di S. Alfonso M. de Liguorì e da S. Leonardo da Porto Maurizio. La Domenica di Pasqua per Badolato vuol dire: "La Cumprùnta", o meglio ancora l'Incontro in piazza S. Barbara tra il Cristo Risorto e sua Madre. Tale rappresentazione, come tutta la Settimana Santa, affonda le proprie radici fin dal XVII secolo. La Cumprunta quindi, rappresenta un momento particolarmente importante nelle tradizioni e nella pietà popolare e vede coinvolte anche qui, due delle tre Confraternite con i loro stendardi, i caratteristici tamburi che suonano a festa e la tantissima gente che da ogni dove viene ad assistere commossa alla sacra rappresentazione. Alle ore 10.00 dalla chiesa di S. Domenico ha inizio l'attesa Cumprunta con la processione della statua lignea del Cristo Risorto e trionfante, nella caratteristica e gloriosa raffigurazione: Le tre dita della mano destra alzate, il labaro in quella sinistra e sotto il calcagno sinistro un teschio a rappresentare la vittoria sulla morte: E’ come dare un saluto benedicente a tutta la gente di Badolato. La processione si snoda lungo un percorso che abbraccia tutto il Borgo Antico ed a guida è posta la Confraternita di S. Caterina, che con il colore rosso che la distingue, rappresenta l'Apostolo Giovanni e la vittoria dell’amore. La Confraternita del SS. Rosario, con lo stendardo bianco e la mantellina nera, gestisce la festa e svolge un ruolo strategico avviando la processione e andando all'affannosa ricerca di Maria SS. Addolorata per comunicarle l'avvenuta resurrezione. Il tutto viene a svolgersi in trepidante attesa e alle ore 11.45, dalla chiesa Matrice, lo stendardo del SS. Rosario inizia la sua affannosa corsa verso l'addolorata Maria ancora ignara dell’ avvenuta Resurrezione dell'amato Figlio.

4 aprile - Il caracolo -  Caulonia Superiore (RC)

A carattere religioso, ma trattato oramai come un evento con peculiarità turistiche, a Caulonia si svolge il rito antichissimo del “caracolo” ovvero la processione a "chiocciola". Questa manifestazione sacra, il cui nome deriva dall’arabo “Karhara” e significa “girare”, affonda le radici nel periodo in cui l’Italia era soggetta alla dominazione spagnola. Dopo una settimana di intensa preghiera, il sabato santo, per le vie cittadine si snoda una singolarissima processione, detta Caracolo, che per la serietà con la quale viene celebrata, richiama ogni anno fiumare di fedeli. Il sabato santo, mentre una cupa atmosfera domina la cittadina, le due Arciconfraternite, quella dell’Immacolata e quella del Rosario, si incontrano in un punto, detto “Buveri”, dal quale unitamente si dipartono per percorrere le principali vie di Caulonia, accompagnate da una folla mesta ed orante, a lume di fiaccole al vento. Questa processione, secondo l’ancestrale significato, consiste in una attenta meditazione sulla Passione di Gesù Cristo e le statue che solennemente vengono portate in “giro” per il paese raffigurano gli ultimi momenti della vita terrena del figlio di Dio: il Cristo all’orto, il Cristo alla colonna, l’Ecce Homo, il Cristo carico della croce, il Crocifisso, il Cristo deposto dalla croce, la Vergine Addolorata e San Giovanni. Dopo una lunga peregrinazione, l’interminabile corteo sbuca nella piazza principale del paese su cui si affaccia la sua meta, la chiesa Matrice, centro del culto locale. L’attraversamento della piazza Mese richiede più di una ora e dà luogo ad un particolarissimo andirivieni, apparentemente asimmetrico ma in realtà rigorosamente scandito e programmato, al quale prendono parte, preceduti dalla banda, statue, fedeli, confratelli, aste e pennoni. Dopo l’ingresso nel tempio, il corteo si ricompone nella piazza, riattraversa una parte del paese ed, arrivato al “Buveri” in via Vincenzo Niutta, si divide riformando i due gruppi che all’inizio l’avevano composto, ognuno dei quali fa ritorno alla rispettiva confraternita.

5 aprile - A cunfrunti - Guardavalle (CZ)

E’ la ricorrenza più sentita a Guardavalle e si svolge il giorno di Pasqua. Un evento sacro, accompagnato da tamburi suonanti e da un vociare surreale provenienti dai numerosi visitatori. E’ l’incontro tra la Madonna ed il Signore Gesù Cristo risorto. Le due statue vengono portate a spalla da giovani appartenenti a delle congreghe che, in un’incredibile corsa, tra il suono delle campane, i fuochi pirotecnici, la banda del paese e la concitazione delle persone, vanno gli uni verso gli altri, effettuando, durante la breve corsa, tre inchini. La Madonna è velata di nero in simbolo di dolore per la morte di Gesù suo figlio, ma al momento dell’incontro con il figlio il velo viene fatto scivolare via lasciando il posto ad un bellissimo abito celeste. La Cunfrunti avviene, ogni anno, nella centralissima Piazza Immacolata. Subito dopo, la statua del Santo prosegue per le vie ed i vicoli del paese.

6 aprile - Fiera di Galilea - Soverato (CZ)

La Fiera, istituita nel lontano 1874, si celebrava annualmente a Pasquetta e prevedeva in contemporanea anche una fiera del bestiame, che durò fino ad una trentina di anni fa. In fiera si trova di tutto a tutti i prezzi: dall’abbigliamento al giardinaggio, dai prodotti tipici ai giocattoli, dalle calzature ai tessuti fino ai dolci, ai capi firmati, agli oggetti per la casa. Un bazar colorato che invade la città e offre l’occasione di una bella passeggiata di primavera nel cuore della costa degli Aranci, che dolcemente si adagia dalla collina fino al mare e propone ai suoi ospiti attrazioni interessanti come la visita all’acquario mediterraneo e allo splendido giardino botanico e, in questo anticipo di estate, la bella costa ionica in tutto il suo splendore. Un’occasione in più per conoscere questo suggestivo angolo della Calabria, trascorrendovi le festività di Pasqua quando ancora il clima è dolce e si può godere delle bellezze che offre il territorio in assenza del turismo più caotico di alta stagione.

31 maggio - Sagra della fragola - Acconia di Curinga (CZ)

La sagra della fragola ha come obiettivo principale la valorizzazione di questo meraviglioso frutto che trova nella piana di Lamezia le condizioni ideali per la sua coltivazione. La manifestazione viene organizzata nella bellissima piazza S. Giovanni e viene indetto un concorso per le migliori torte preparate. Si assaggiano le fragole fatte in qualsiasi modo, la  serata è animata da spettacoli musicali e danzanti ed il paese si mobilita per organizzare l’evento che riscuote un enorme successo anno dopo anno.

15-19 giugno - Trame Festival - Lamezia
 
Nel corso delle cinque giornate di manifestazione, scrittori, giornalisti, magistrati e studiosi si incontrano nelle piazze della città per discutere e presentare libri dedicati al fenomeno delle mafie. Non solo un festival, Trame è una testimonianza etica di impegno, dove le storie dei protagonisti, gli approcci storici e scientifici al fenomeno, la contaminazione di generi e linguaggi danno vita a un evento dal forte valore culturale per la lotta alle mafie.
 
25-26 giugno - Festa della Madonna di Porto Salvo - Monasterace (RC)
 
La Festa è dedicata alla regina del mare e protettrice dei pescatori e di tutti i monasteracesi. Per questo la bella statua lignea della Madonna viene portata in processione sul mare.
 
23-31 luglio - Magna Graecia Film Festival - Catanzaro Lido (CZ)

7 agosto - Palio di Ribusa - Stilo (RC)

Tre giornate di vita medievale nelle quali il visitatore potrà immergersi in un’epoca ricca di fascino e mistero, il tutto è ambientato nello scenario naturale del Borgo Stilese di fine ’300 (XIV secolo). Il Comune di Stilo ospita i fasti e le bellezze del Palio di Ribusa, la manifestazione che ogni anno rievoca la fiera signorilità della "Civitas Styli", che Re Roberto nel 1339 chiamò "sua terra" e Giovanni d'Austria identificò come "fedelissima". Tante ore di spettacolo, circa duecento tra artisti e comparse coinvolti in rappresentazioni di vario genere: rievocazioni storiche, combattimenti, artisti di strada, musici, danze ed incursioni teatrali. Un miscuglio di suoni, immagini e spettacoli, che godranno fino in fondo l’atmosfera che si respirava all'interno di una antica fortificazione medievale, ascoltando cantastorie o visitando gli angoli del borgo che ospitano giocolieri e saltimbanchi. Cortei storici, sbandieratori, cartomanti e cantastorie, dame e cavalieri con suoni, voci, colori e messe in scena di vita quotidiana ricreeranno l'atmosfera di secoli andati. Un’esperienza culturale durante la quale migliaia di ospiti assaggeranno, inoltre, le specialità gastronomiche della Valle dello Stilaro preparate dalle antiche "Hostarie" ubicate nei vari punti ristoro dislocati lungo tutto il percorso urbano. Lo scopo della manifestazione è quello di far rivivere fasti e tradizioni di un tempo ormai lontano, perduto quasi, facendo una “full immersion” nella storia e nella cultura locale che ha contraddistinto una delle città medievali più importanti della Calabria. Inoltre l'antica fiera fa da sfondo alla Giostra dell'Anello che proclama vincitore uno dei cinque casali storici di Stilo (Camini, Guardavalle, Pazzano, Riace e Stignano) e manterrà l'artistico Palio per un anno esibendolo nel Palazzo Cittadino.

8 agosto - Sagra della ‘NDUJA - Spilinga (VV)

C'è un particolare salume che si è ritagliato la veste di prodotto simbolo della gastronomia calabrese. Si tratta della ‘nduja, specialità tanto citata quanto poco conosciuta, diffusa in diverse zone del territorio regionale, in ciascuna delle quali assume caratteristiche e nomi peculiari. È un salume, nato come insaccato di origine povera, preparato con un ripieno di carne e soprattutto grasso suino, il tutto amalgamato con molto, molto peperoncino. La particolarità di questo salume è la sua consistenza morbida che permette di spalmarlo anche sul pane o di impiegarlo in molti piatti in cucina. Spilinga, paese collinare della provincia di Vibo Valentia, ma a pochi chilometri dal Mar Tirreno, da alcuni decenni ha riscoperto questo suo piatto tipico ed è ormai conosciuto universalmente come "patria" di questo prodotto ormai bandiera regionale. È dagli anni settanta che viene organizzata annualmente la manifestazione che vede la ‘nduja protagonista a tutto tondo, preparata in varie maniere e usata sia come base per i piatti tipici locali sia come aggiunta alle altre pietanze. Un esempio su tutti l'ideazione della "spilinghese", la pizza alla ‘nduja.

9 agosto - Sagra dello stocco - Mammola (RC)

Negli anni questo evento è diventato uno degli appuntamenti gastronomici più attesi della Calabria. La sagra si svolge ogni anno nelle Piazzette del Borgo antico medievale di Mammola. La festa inizia alle ore 18.00 con la degustazione dello “Stocco” cucinato in vari modi secondo le tradizionali ricette mammolese (stocco alla mammolese, stocco e fagioli, stocco fritto, frittelle di stocco, ravioli ripieni di stocco, fusilli o bucatini con il sugo di stocco). Nel pieno rispetto della tradizione questi piatti vengono serviti nei tianeji, tipici tegami in terracotta. Ad allietare la serata ci sono poi musiche e balli tradizionali.

10 agosto - Sagra della sardella - Crucoli (KR)

10 agosto - Sagra del pesce spada - Crucoli (KR)

in definizione date agosto - Roccella Jazz Festival "Rumori mediterranei" - Roccella Jonica (RC)

13 agosto - Sagra della cipolla rossa di Tropea - Ricadi (VV)

La sagra festeggia la celebre "rossa" - rinomata per le qualità organolettiche e per il gusto dolce e delicato - e la cucina tradizionale del luogo, che da sempre non può fare a meno del pesce azzurro e della cipolla rossa di Tropea (a cui è stato attribuito il marchio di qualità). L'evento richiama un grandissimo numero di visitatori. Nel corso della manifestazione è possibile degustare numerose pietanze a base di cipolla rossa e di pesce azzurro. La sagra prevede anche l'allestimento di stand nei quali le aziende locali espongono le loro specialità, ottenute con metodi artigianali e rifacendosi alle antiche ricette della tradizione contadina. La manifestazione intende valorizzare al meglio questo straordinario prodotto del comprensorio tropeano.

13 agosto - Sagra del vino - Bivongi (RC)

A Bivongi viene prodotto l'unico vino rosso  D.O.C. della provincia di Reggio Calabria ed è per questo che è una delle sagre più attese. La sera è movimentata da un concerto musicale nella bella Piazza del Popolo. La gente può assaporare i piatti tipici accompagnati dal buon vino bivongese.

16-17 agosto - Mercato della badia - Bivongi (RC)

Uno degli appuntamenti più attesi dell'estate a Bivongi. Il percorso del mercato si snoda nel centro storico del paese che si presta in modo del tutto naturale - tra il dedalo di viuzze, vichi, strettoie, piazzette, cantine e botteghe - all'esposizione delle produzioni più estrose ed incantevoli. Gli espositori intrattengono piacevoli conversazioni con i visitatori offrendo loro le più dettagliate informazioni sulle proprie creazioni. E' un susseguirsi di piacevoli e intriganti scoperte, intramezzato da punti enogastronomici che offrono agli avventori gustosissime prelibatezze della più antica tradizione della cucina tipica locale. Un mix di arte, sapori, musica etnica e le più bizzarre esibizioni degli artisti di strada in un turbinio di gente, colori, suoni e odori. Ogni vicolo e ogni anfratto diventa un piccolo palcoscenico dove arte, cucina, cultura e tradizione rappresentano un pezzo di storia popolare. Il programma simile, ma giammai ripetitivo punta molto sulle varietà espositive e sull’intrattenimento artistico che hanno portato la “Badia” alla sua fortuna, divenendo l’avvenimento più longevo, importante e rinomato nel suo genere. Come da tradizione ad illuminare le vie ci sono delle lanterne ad olio.

18 agosto - Sagra della melanzana - Guardavalle (CZ)

La manifestazione che si svolge a Guardavalle Superiore in Piazza Immacolata fa trascorrere ai guardavallesi ed ai turisti presenti una serata di gusto, tranquillità e divertimento. Una serata nel “segno della melanzana”, con degustazioni di prodotti tipici che hanno come ingrediente principale appunto le melanzane!! Grigliate, con la pasta, alla parmigiana e soprattutto le ormai conosciutissime “melanzane ripiene” (in dialetto guardavallese “coppa e malangiana”), il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino locale e da musica popolare.

18-22 agosto - Kaulonia Tarantella Festival - Caulonia (RC) 

Tirate fuori il sagronauta canterino che è in ognuno di voi perché il Kaulonia Tarantella Festival di Caulonia festeggia la musica tradizionale con una vetrina culturale unica nel suo genere. Non si tratta di una festa di paese, non è una sagra, né un semplice festival canoro, è piuttosto uno strano mix che vive in equilibrio tra tutte queste definizioni. Sì, perché in realtà si tratta di un evento culturale che partendo dalla musica tradizionale fa scoprire, soprattutto alle generazioni più giovani, un intero mondo fatto di gesti antichi, rituali senza tempo, paesaggi mozzafiato, folclore e ottima cucina. Un'occasione imperdibile per tutti gli amanti della buona musica, un vero e proprio fenomeno popolare in grado di riunire e coinvolgere migliaia di persone ogni anno. Una cinque giorni all'insegna della tradizione, del folclore, della buona musica e del divertimento, palcoscenico naturale delle migliaia di spettatori che, balleranno per le strade fino all’alba al ritmo della tarantella. Tanti i nomi di rilievo che hanno arricchito il cartellone delle passate stagioni: Eugenio Bennato, Ornella Vanoni, Avion Travel, Roy Paci & Aretuska, Raiz, Teofilo Chantre, Ashna el Becharia, Tony Esposito, Enzo Avitabile e i Bottari, Mimmo Cavallaro, Mimmo Epifani, Ciccio Merolla, Noa, Mira Awwad, Daniele Sepe e Brigada Internazionale, Pietra Montecorvino, I cantori di Carpino, Nour Eddine Fatty e tanti altri.

Settembre 2016

2 settembre - Palio del ciuccio - Guardavalle (CZ)

E’ una maratona all’insegna del divertimento e del gusto. Una gara con i ciucci che ogni anno viene rievocata sulle ali di vecchie leggende legate alla storia secolare del Comune di Guardavalle. Le squadre che prendono parte a questo Palio sono i rioni più antichi di Guardavalle. Protagonista assoluto delle festa è l’asino, l’amico sempre presente ed affettuoso. Tanto divertimento e non solo, abboffate golose, mostre, sfilate e cortei in costume.

11 settembre - Festa di SS. Mamma nostra - Bivongi (RC)

La Festa ha tradizioni antiche ed è bello partecipare perchè la processione si svolge attraverso le vie del centro storico bivongese.

7-11 settembre - Peperoncino Festival - Diamante (CS)

Cinque giornate dedicate a Sua Maestà il Peperoncino. Il punto di partenza è sempre la gastronomia, subito dopo arrivano i convegni, le tavole rotonde, le mostre, il cinema, la satira, il cabaret, gli spettacoli di strada, la musica e il folclore. Tutto per la strada, tutto rigorosamente senza biglietto d’ingresso. Tutto “ispirato” al concetto di “piccante” che metaforicamente significa anche “trasgressivo”, “erotico”, “divertente” e “fuori dall’ordinario”. Tutti per strada e tutti protagonisti in cinque giornate di allegria. Tutti coinvolti dal gioco della festa. Tutti inebriati dalla presenza di Sua Maestà il Peperoncino che in piazza si concede ai suoi sudditi più fedeli. In perfetta armonia con la “filosofia” di Sua Maestà, che venuto dalle Americhe, ha subito familiarizzato con le classi sociali più deboli, tanto da meritare l’appellativo di “democratico” e “popolare”. Per il vacanziere di Settembre una splendida giornata-tipo: la mattina spiagge libere col clima più dolce dell’anno. Oppure mille escursioni in riviera. La sera sul Lungomare, nel centro storico e nel Teatro dei Ruderi, musica, cabaret, “menù afrodisiaci”, mostre, film e convegni.

30 ottobre - Sacra del fungo porcino - Mammola (RC) 

La manifestazione ha come scopo la promozione e la valorizzazione non solo dei funghi ma, in generale, di tutti i prodotti della montagna mammolese. Nel giorno della sagra i funghi vengono preparati in diversi modi. Il menu, distribuito in piatti artigianali di coccio, è completo di vari pietanze tipiche della gastonomia mammolese: dall'antipasto, al primo, al secondo con il vino locale, il pane casereccio e le caldarroste. Tutta la manifestazione si svolge in un clima di amicizia e di svago con la possibilità di visitare l'antico borgo di Mammola ancora ben conservato e partecipare alle iniziative collaterali.